Il
glorioso S.Antioco, detto Sulcitano, dalla antica città
di Solci, dove Martire per la fede di Cristo, passò agli
eterni gaudi, nacque alla vita terrena, secondo notizie probabili,
nella Mauritania.
S'ignora il nome del padre
e solo per tradizione si ritiene che avesse un fratello maggiore
di nome Platano, il quale, con la comune madre S. Rosa, sarebbe
morto con l'aureola del martirio.
Educato cristianamente
e pienamente, Antioco si dedicò allo studio della medicina
che gli offrì il modo migliore di curare, con le infermità
del corpo, la conversione degli infedeli, unico scopo dei suoi
studi.
Antioco invocando il nome
santissimo di Gesù Cristo sanava anche i mali più
ribelli, i fortunati testimoni di tanti prodigi si sentivano presi
da profonda meraviglia, cui sucedeva spesso la conversione. La
fama di un medico così eccezionale che operava guarigioni
miracolose ed instantanee in nome di Cristo non poteva preoccupare
L'imperatore Adriano, crudele ed implacabile persecutore dei cristiani.
S.Antioco dopo un periodo
di prigionia e torture, comandate da Adriano, fu trasf erito su
una barca dalle
coste
Africane in direzione della Sardegna e approdò nell'isola
di Sulci, che porta oggi il suo nome.
Esploratala, scoprì
sulla sommità del colle ripari di fortuna che si rivelarono
in seguito camere di sepoltura Fenicio-Puniche, vi si chiuse dentro
per attendere alla contemplazione tra preghiere e digiuni, nutrendosi
di erbe e frutti agresti, consolato spesso da messaggeri celesti.
Antioco indispettì
i sacerdoti idolatri che mossero contro di lui uomini armati con
l'ordine severissimo di trarlo in catene.
Il santo conosciuto tutto
per rivelazione divina andò incontro ai soldati e chiese
loro dolcemente di poter rivolgere la sua ultima preghiera al
Creatore.
Il Martirologio Romano
pone al 13 dicembre la gloriosa morte, ma in tutta la sardegna
per antichissima tradizione si crede sia avvenuta il 13 novembre,
per quanto riguarda l'anno si sostiene che sia accaduta prima
del 127.